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lunedì 26 maggio 2008

Madame et monsieur...



Al di là del mondo delle fiction(s) e dei vari episodi dei polpettoni natalizi che ogni anno si ripetono uguali a sé stessi cambiando solo le 'locations' (Miami, India, Nilo etc...che sbancano il botteghino a dicembre e ad onor del vero consentono al cinema nostrano di sopravvivere...) c' è un cinema Italiano con la C maiuscola, vitale, che ha degli argomenti, degli attori, registi, sceneggiatori capaci di rinverdire la grande tradizione (quella sì che c' è stata...) del nostro cinema. Estiste una serie di giovani registi (Virzì, Sorrentino, Garrone, Winspeare...) con una propria originalità di linguaggio, con un' esperienza maturata negli anni malgrado la scarsa popolarità presso il Grande pubblico. Di tutto questo si è accorta anche la giuria dell' annuale festival che si tiene a Cannes, presieduta in questa edizione da Mr. Sean Penn, che ha voluto conferire a Il divo e Gomorra due importantissimi riconoscimenti. Cose di altri tempi. Menzione particolare va fatta nei confronti dell' attore Toni Servillo che partecipa ad entrambe le opere. Ho avuto la fortuna di vederlo recitare qualche anno fa in teatro in uno spettacolo di De Filippo e mi ha stupito per la grande versalità. Ora non resta che correre tutti verso le sale del cinematografo.

martedì 31 luglio 2007

Directors


A volte il destino fa proprio degli scherzi bizzarri: i due (più) grandi maestri del cinema europeo hanno deciso di andarsene lo stesso giorno... Ingmar Bergman e Michelangelo Antonioni ci lasciano un'eredità di tutto rilievo.

lunedì 22 gennaio 2007

Just Lost






Sembrerò dotato di scarsa fantasia
: è la diva del momento...
ma come si può resisterle?
E comunque la seguo dai tempi insospettabili de 'L'uomo che non c'era' e 'Lost in translation'...

sabato 20 gennaio 2007

ANNIE HALL...



...ovvero 'Io e Annie', film di Woody Allen del 1977 dove il nostro è in splendida forma e dove Diane Keaton è splendida e basta (...che donna!!!): ecco trovata la soluzione per svoltare una serata un po' apatica, in cui andresti a dormire ma le 9 è troppo presto perché poi la notte ti gireresti a vuoto nel letto (sensazione girarrosto: capita solo a me?). Il tema del film è un classico per l'attore/regista americano: una storia d'amore tra i due protagonisti Alvy Singer (quarantenne di origini ebraiche, scrittore di battute e comico, lo stesso Allen che interpreta se stesso, in definitiva) e Annie Hall (la Keaton: anche lei ebraica, un po' svanita e per questo deliziosa). La loro relazione è raccontata dal primo incontro su un campo da tennis al momento in cui i due semplicemente si lasciano, nel mezzo ci troviamo gags ed un campionario delle migliori battute di Allen alle prese con le proprie nevrosi, intellettualoidi newyorkesi, parties californiani, il sesso, terapie analitiche . C'è sullo sfondo l'amata New York che sarà protagonista del capolavoro Manhattan di poco successivo.
Ah... dimenticavo: Allen con questo film ha vinto l'oscar come miglior regista e Diane Keaton come migliore attrice protagonista.
Vi ho convinti?

P.S.: breve divagazione/considerazione: ma quale credito deve pagare il Nanni Moretti (agli esordi col suo alter ego Michele Apicella, vedi Ecce Bombo, Sogni d'oro, Bianca, ma anche dopo in Aprile...) a questo Woody Allen? Lascio ai critici l'ardua sentenza...

_sotto le armi non ero abile...ero alienabile...in caso di guerra ero da dare in ostaggio!
_Alvy che c'è di tanto affascinante in due branchi affetti da gigantismo che cercano di ficcare una palla dentro un cesto?
_Mia nonna...mai fatto regali: era troppo presa a farsi stuprare dai cosacchi!
_Vado dallo psichiatra? Sì...da quindici anni... Quindic'anni??!!! Sì... mi concedo un altro anno e poi vado a Lourdes
_Cosa fai sabato sera? Oh no...niente...Stai andando a ruba a quanto sembra: hai un principio di lebbra?