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mercoledì 5 novembre 2008

The answer


180 centimetri di atletismo, fantasia, killer instinct, questo è Allen Iverson `the answer`, superstella del basket pro americano dell`ultimo decennio, capace di segnare nel corso della propria carriera una media di 27,7 punti a partita e di partecipare a 9 NBA all star games. Ora, a 33 anni, dopo aver militato a Philadelphia e Denver, approda nella città dei motori di Detroit. E` probabilmente l`ultima occasione che si presenta nella carriera di questo funambolico ed indisciplinato folletto per portare a casa l`anello tanto agoniato da tutte le stelle del basket planetario.

Fortemente voluto dal Team manager Joe Dumars (mhmmm...che ricordi!) va a rimpinzare dunque le fila dei Pistons, squadra che si è sempre comportata molto bene nella regualar season negli ultimi campionati, finendo sistematicamente però per smarrirsi nel corso dei playoff.

Bisognerà verificare quale sarà l`impatto di AI nel gioco di coach Michael Curry: riuscirà a mettersi a disposizione dei compagni di squadra o prevarranno le soluzioni di gioco individuali?

Personalmente azzardo un pronostico: vedo gia` da ora Detroit in finale di Conference...tutto da verificare comunque...si inizia questa notte contro Toronto. Al solito ne vedremo delle belle.

venerdì 20 giugno 2008

He got game

La storia dello sport è piena di campionissimi che sono rimasti ai vertici della propria disciplina senza però riuscire a dare la zampata decisiva che li avrebbe portati a conquistare quel titolo (campionato mondiale, olimpiade, record del mondo...) che avrebbe dato loro la consacrazione definitiva. Se ne potrebbe scrivere libri...Baggio, Maldini, Johan Cruijff, Franco Baresi nel calcio, Allen Iverson, Charles Barkley, Steve Nash, John Stockton e Carl Malone nel basket, questi sono i primi nomi che mi vengono in mente...tutti personaggi leggendari nel proprio sport che per vari motivi non sono riusciti nella propria carriera a centrare l`obiettivo più importante.
Così quando la scorsa estate Kevin Garnett e Ray Allen si sono trasferiti a Boston presso la corte di Doc Rivers, aggiungendosi a Paul Pierce per formare the Big three mi sono chiesto: “riusciranno questi veterani a portare a casa il mitico anello, come meriterebbero, vista la loro gloriosa carriera ?”

I tre non hanno tradito le attese: hanno dominato la East conference nella regular season e una volta arrivati alle finali l`occasione non se la sono lasciata scappare. Paul Pierce si e esaltato come non mai, riuscendo prima ad annullare Le Bron James malgrado un infortunio e poi a risultare l`MVP della serie finale. Kevin Garnett è stato determinante per la vittoria finale (ha segnato un canestro nella partita finale con un azione che da sola vale il prezzo del biglietto...). Per ultimo il 33enne Ray Allen che è parso resuscitare nel finale di campionato (suoi 23 punti e 14 rimbalzi nella finale a dispetto di un fisico non proprio da rimbalzista...che la dice lunga sulla fame di vittoria), a tal proposito Spike Lee aveva visto lontano quando lo volle attore protagonista nel più bel film sul basket che sia mai stato girato (He got game, of course...).

Malgrado il duo Bryant Gasol Los Angeles non ha saputo opporre resistenza all`appetito e all`esperienza di Boston, la franchigia più blasonata dell` NBA (17 titoli) che ritorna alla vittoria dopo una attesa che durava dai tempi di Larry Bird, Robert Parish e Kevin McHale. Un po’ come se in Italia la Juventus non vincesse il titolo per 22 anni...vi pare possibile ?

Che dire poi delle mie capacità divinatorie? Il 30 aprile (fa fede il post qui sotto...) avevo previsto chi avrebbe portato a casa il titolo quest`anno (hei... ma non era mica cosi difficile!!!..). Mi rammarico per non averci scommesso neppure un centesimo...

mercoledì 21 maggio 2008


Gli Spurs di S.Antonio giocano il jolly e sbancano il tavolo in quel di New Orleans. Costretti a disputare on the road la sfida che vale una stagione, quando in molti li davano ormai per spacciati, Tim Duncan e compagni sfoderano una prestazione fatta di esperienza, intensità e compattezza e riescono ad avere la meglio contro gli Hornets che quest' anno hanno fatto vedere cose straordinarie. L' approdo della squadra di coach Popovic alla finale di conference non è stato certo dei più semplici. Partiti subendo due sconfitte fuori casa il cammino si è fatto subito in salita per Duncan e company. La svolta è stata l'intensa gara 3, con la supersfida tra i due direttori d' orchestra Chris Paul e Tony Parker vinta dal francese. Ma come detto si è dovuti arrivare a gara sette per decidere la disputa.
Ora ad attendere i texani ci sono i temibilissimi Lakers. I Losangelini partono con i favori del pronostico. Credo che Kobe Bryant potr
à essere il fattore della serie: se riuscirà a giocare per i compagni e non solo per le statistiche personali non ce ne sarà per nessuno, se invece cercherà soluzioni individuali a discapito delle giocate per la squadra, be' allora le cose possono cambiare. Di contro gli Spurs hanno dalla loro molta determinazione e l' esperienza che deriva loro dall' aver giocato (e vinto) 4 finali negli ultimi 9 anni. Sarà una serie avvincente, non vi sono dubbi.
Ad est altrettanto coinvolgente ed equilibrata si presenta la sfida tra i Detroit e Boston, le due compagini che hanno dominato la stagione. In nottata i Celtics si sono aggiudicati la prima sfida. Ma la serie è lunga. Ne vedremo delle belle.

mercoledì 30 aprile 2008

I LOVE THIS GAME


I playoff NBA iniziati il 19 aprile paiono particolarmente incerti e per questo interessanti.
Simpatizzo per gli Spurs, da non dare mai per vinti malgrado l’età (11/15 hanno più di 30 anni…) : nelle occasioni che contano riescono a trovare le loro carte migliori e questo succede ai veri campioni…però quest’anno la vedo dura, ad Ovest ci saranno i Lakers sulla strada che porta al titolo. Per quanto riguarda l’altro lato del tabellone sono riuscito a vedere qualche partita di Toronto (in streaming…) ma ahimè ho trovato Bargnani particolarmente deludente e trovo la loro eliminazione meritata (spero che cambi qualcosa per la stagione a venire…). Bella squadra quella di Orlando, guidata da un Howard tonico e dall’efficace turco Turkoglu… convincente pare pure Cleveland del fenomeno Le Bron James
(sta facendo giocate stellari!), per arrivare all’anello serve però qualcosa di più…favorite per la finale di conference rimangono a mio pare sempre i Celtics ed i Pistons, squadre che in regular season avevano il vento in poppa ed ora stanno incontrando qualche difficoltà. Sono però franchigie complete, esperte, ed assetate di vittoria. Sarà sufficiente per andare avanti? Non mi sbilancio troppo se dico che in finale per il mitico anello vedo Lakers e Celtics con vittoria di Boston...ma come dice lo spot: Nba is where amazing happens, dunque mai dare nulla per scontato.


venerdì 15 giugno 2007

Gettin' the ring!


San Antonio Spurs campioni Nba! Il titolo ritorna dunque nel Texas dopo la vacanza in Florida (targata Miami Heat) dello scorso anno. Ed è la quarta volta negli ultimi 8 anni...Che dire di questa squadra? Accanto ad uno dei più devastanti ed intelligenti centri degli ultimi 10 anni (Tim Duncan) si sono negli anni riunite stars del basket non americano quali il francese Tony Parker e l'argentino (ex Virtus Bologna) Manu Ginobili. Giocatori che non hanno svolto un ruolo di semplici comprimari, ma che nell'economia del gioco voluto da coach Popovich sono diventati assoluti protagonisti (Parker MVP delle finali!). Per noi extra americani un motivo di soddisfazione, un segno che ormai il basket extra NBA si sta avvicinando in tempi molto rapidi a quelli del campionato più imporante del mondo. Ne sono la riprova anche le numerose competizioni internazionali (dalle Olimpiadi ai Mondiali) che ormai vedono gli Stati Uniti sempre più in difficoltà nel rimanere al vertice del basket mondiale. Chi avrebbe mai pensato solo 10 anni fa che un francese due argentini uno sloveno e un olandese avrebbero portato una franchigia NBA al titolo? Dunque sempre di più il campionato NBA sta diventando sfida globale: ne fanno infatti parte oltre agli americani, russi, cinesi, turchi, spagnoli, francesi, argentini, italiani, uruguagi, sloveni, brasiliani, canadesi e quant'altro, e San Antonio rappresenta quanto nessun altra squadra questo nuovo assetto del basket. Credo però che a causa dell'età media molto elevata del rooster texano questo titolo arrivi a chiudere un ciclo, a patto che non subentrino nuove fresche leve accanto ai vari Parker e Duncan pronte a portar loro anche nuovi stimoli. Dei cinque giocatori che facevano parte del quintetto base quattro superavano i trentun anni (...Bowen ne ha 36!) ma ciò non ha impedito a San Antonio di travolgere i più giovani ma immaturi (e forse già sazi) giocatori di Cleveland.
E' questa una vittoria che va contro ogni pronostico: Detroit o Washington, visto quanto fatto nella regular season, sembravano favorite...e la stella degli Spurs pareva non brillare così tanto da far pensare a questo epilogo, ma i veterani di S. Antonio alla lunga hanno saputo amministrare le proprie forze arrivando alla fase decisiva della stagione determinati e concentrati per portare a casa il mitico anello. La finale è stata una pratica da chiudere subito con un secco 4-0. Per LeBron James e compagni il futuro sarà foriero di gloria, ne sono certo, ma ora lasciamo che questi vecchietti duri a morire si godano questo titolo.

mercoledì 14 febbraio 2007

The magician


Fregherà a pochi, ma sono debole di cuore e a certe imprese non posso rimanere insensibile: Andrea Bargnani, romano de roma, pischellone di 2.13 m ha compiuto una delle sue magie segnando 22 punti con percentuali di tutto rispetto (3/4 da 2, 4/8 da 3 e 4/4 ai tiri liberi ) nella partita vinta per un solo punto ieri sera da Toronto contro i Chicago Bulls. Il nostro finora non aveva mai raggiunto questi livelli nella NBA e il prossimo venerdì sarà ancora sotto i riflettori in quanto protagonista dell'all star game nella partita che vedrà i rookies (matricole) incontrare i giocatori del secondo anno...pensare che un paio di anni fa l'ho visto giocare a Sedico e nel weekend sarà in quel di Las Vegas tra i migliori al mondo...che film la vita!!Visti i presupposti mi sa proprio che nei prossimi anni ne vedremo delle belle!!!